Storie di libri e licenziamenti: Ask the boss

L: Buongiorno Capo.

C: Buongiorno L’androne. Entra pure. Ah, hai un libro?

L: Sì, è un libro. Ha presente? Uno di quelli che si usa per leggere. Cioè, a dir la verità, si puoi usare in tanti modi. Ad esempio io oggi lo sto usando come oggetto d’accompagnamento, un po’ come fosse un cane, però non caga, non abbaia, se ne sta tranquillo e da meno problemi. Ma lo si può anche usare come rialzo per il computer, come soprammobile cattura-polvere, come cuscino rigido da spiaggia, come righello o squadra, persino come ombrello se la pioggia non è molto fitta. Però, glielo assicuro, la lettura esalta le sue potenzialità. Sembra fatto apposta! Continua a leggere

Al pub

Fuori dal pub piove. Un uomo con in testa una coppola fuma una sigaretta mentre osserva le storie della strada. Un’auto arriva veloce all’incrocio. I fari accesi nonostante la luce uggiosa del tardo pomeriggio. La freccia lampeggia, breve sosta, poi accelera di nuovo lasciandosi alle spalle le pozzanghere nere. Una donna fa una smorfia di fastidio per il rombo del motore e continua la sua camminata appesantita dalle borse della spesa. La sua espressione stanca è rivolta a un pensiero lontano. Un signore in giacca e cravatta la sorpassa di fretta con gli occhi incastrati nel telefono. Arriva all’incrocio e quasi viene investito da un ciclista che giunge a tutta velocità per affrontare al meglio la ripidissima salita. Sul marciapiede opposto un cane abbaia contro il mondo intero ma di colpo smette e si perde nei misteri del suo olfatto. Un autobus strapieno di sguardi muti passa rumoroso. Alla fermata scende un uomo con un impermeabile blu. Si incammina veloce verso il pub con la testa inclinata verso il basso per riparare la faccia dalla pioggia, giunge all’entrata, un veloce sguardo all’interno, poi butta via l’espressione che aveva, indossa la maschera ed entra. Continua a leggere