Un raggio di sole

 

C’era una foresta fitta e buia

e sotto la foresta

era scavato un tunnel stretto e fondo

e il tunnel stretto e fondo

portava a un rifugio anti zombie

e dentro al rifugio anti zombie

c’era un bunker antiatomico

e dentro al bunker antiatomico

c’era una cella di isolamento

e dentro la cella di isolamento

c’era un armadio a muro

e dentro l’armadio a muro

stavo io rannicchiato al freddo.

Poi d’improvviso sbucò un raggio di sole

e io avrei dovuto godere

del suo calore del suo bagliore

chiedergli magari come diavolo aveva fatto

a filtrare in quell’armadio a muro

a perforare la cella di isolamento

a ficcarsi nel bunker antiatomico

a immettersi nel rifugio anti zombie

a intrufolarsi nel tunnel

a trafiggere la vegetazione della foresta.

 

Ma l’unica cosa che gli dissi fu

che i miei occhi

non erano più abituati alla luce

che mi accecava con la sua presenza

che sarebbe stata cosa grata

se gentilmente avesse smorzato la sua radiazione.

Lui mi osservò triste per pochi secondi

senza dir niente

poi poco a poco si fece più fioco

e infine si estinse.

E io rimasi zitto zitto

da solo nell’armadio buio.

 

 

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