Storie di libri e licenziamenti: Ask the boss

L: Buongiorno Capo.

C: Buongiorno L’androne. Entra pure. Ah, hai un libro?

L: Sì, è un libro. Ha presente? Uno di quelli che si usa per leggere. Cioè, a dir la verità, si puoi usare in tanti modi. Ad esempio io oggi lo sto usando come oggetto d’accompagnamento, un po’ come fosse un cane, però non caga, non abbaia, se ne sta tranquillo e da meno problemi. Ma lo si può anche usare come rialzo per il computer, come soprammobile cattura-polvere, come cuscino rigido da spiaggia, come righello o squadra, persino come ombrello se la pioggia non è molto fitta. Però, glielo assicuro, la lettura esalta le sue potenzialità. Sembra fatto apposta! Continua a leggere

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Storie di colloqui di lavoro (2)

Il musulmano e il mafioso

Personaggi: Candidato (C) e Datore di lavoro (D)

D: Dunque, Candidato, queste erano le caratteristiche del lavoro. Ha qualche domanda a riguardo? Tutto chiaro?

C: Sì, tutto chiarissimo. Continua a leggere

L’eterno ritorno a Torino

o anche: Torino non è casa mia bensì dove ho la casa (che poi non è neanche mia)

Ecco che sta per succedere di nuovo: tra pochi giorni ritornerò. E se, come intuì Nietzsche, la vita non è che un eterno ritorno, è con malcelata delusione che sarei costretto ad ammettere che il mio ritornare eternamente non è alla natura, nè all’energia primordiale nè ad altre di queste cose che non si capisce bene cosa siano, bensì un ritornare, ahimè, a Torino. Continua a leggere